Ridateci la Gioconda è un tormentone che lascia il tempo che trova ma si fonda su una verità: la famiglia Bonaparte amava l’arte e amava prenderla per sé, ovunque la trovasse.

Eppure, davanti a Napoli e a San Gennaro, persino i Bonaparte fecero un passo indietro perché, si sa, con i napoletani e il loro patrono non si scherza.

Napoleone in persona consigliò al cognato Gioacchino Murat, appena nominato re di Napoli, di mostrarsi rispettoso verso la devozione della città. Decise perciò di donare, nel 1808, uno dei pezzi più preziosi del Tesoro di San Gennaro:

Ostensorio di Gioacchino Murat

l’ostensorio in argento dorato in cui due angeli sostengono la raggiera decorata da una teoria di cherubini e nuvole, su cui sono incastonati rubini a formare grappoli d’uva.

E non fu il solo gesto di devozione di Murat che, tra i decreti del suo regno, stabilì che la cappella del Tesoro all’interno del Duomo fosse di competenza assoluta della Deputazione. Istituzione che, ancora oggi, ne garantisce la preservazione e la fruizione al pubblico.

Alla caduta di Murat, salì sul trono Ferdinando IV e ordinò che la Deputazione vendesse l’ostensorio. Ma la direttiva non fu mai eseguita perché, si sa, con i Napoletani e San Gennaro non si scherza.

di Marianna Crasto

Il museo è APERTO fino alle 16:30. Ultimo ingresso alle 16:00

Share on Instagram with

Something is wrong.
Instagram token error.
Load More

Pin It on Pinterest